17 marzo 2022

PNRR per i Comuni: come gestire la transizione digitale

PNRR Comuni: quali sono i Moduli, le modalità e i finanziamenti previsti? E, soprattutto, cosa bisogna fare per ottenerli? Andiamo nel dettaglio delle misure previste dalla PA Digitale 2026.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) rappresenta un’opportunità unica, quasi irripetibile, per innovare, ammodernare e far crescere il nostro Paese. Prevede infatti finanziamenti in molti ambiti e per questo coinvolge ogni tipologia di Ente Pubblico, soprattutto quelli a diretto contatto con il territorio, le imprese e i cittadini, cioè i Comuni italiani.

L’assioma di tutte le agende digitali, a partire da quella Europea, stabilisce che la crescita e lo sviluppo, anche economico, è fortemente dipendente dal livello di digitalizzazione e performance della PA. E per questo motivo, il 27% delle fonti di finanziamento del PNRR sono dedicate alla transizione digitale della PA; parliamo di 2,9 miliardi di euro che vedono come beneficiari principali proprio i Comuni, cioè quella parte di PA a diretto contatto con il territorio, cittadini e imprese.

Secondo alcune indiscrezioni, i primi bandi per l’assegnazione dei fondi sulla digitalizzazione legati alle misure “Migrazione al cloud” e “Adozione di PagoPa e AppIO” potrebbero essere pubblicati già in questa primavera; l’assegnazione dei fondi per le singole misure è nota e consultabile nel sito PA Digitale 2026. Non è un caso che vi sia il numero 2026: è l’anno entro il quale i fondi PNRR vanno spesi dagli Enti che li hanno ottenuti ed ecco perché tutti ne parlano. È noto infatti che, soprattutto l’Italia, non è virtuosa nell’accesso e utilizzo di fondi europei e questa volta dobbiamo invertire la rotta.

I fondi saranno accessibili solo a raggiungimento degli obiettivi previsti dalla misura di finanziamento richiesta; questo significa che bisogna individuare da subito il fornitore migliore a cui affidarsi: non solo quello tecnologicamente più preparato, ma anche quello con la migliore competenza ed esperienza, in grado di attivarsi subito ancor prima che i bandi siano aperti.

Guardiamo, intanto, nel dettaglio alle misure previste dalla piattaforma PA Digitale 2026.
 

I cinque passi da fare per la PA Digitale 2026


Il PNRR per i Comuni è previsto dalla Missione 1 del Piano e si compone di sei progetti per i Comuni volti al raggiungimento della loro completa digitalizzazione.

Gli investimenti di cui parliamo sono previsti per tutti i Comuni italiani, ivi compresi i piccoli Comuni, e sono i seguenti:
  • Migrazione al cloud. Prevede l’implementazione di un programma di supporto per la migrazione dei sistemi meno efficienti, dei dati e delle applicazioni attualmente in uso negli enti locali verso servizi cloud qualificati. Le amministrazioni locali che vorranno aderire al bando saranno guidate da un team coordinato dal MITD – Ministero dell’innovazione tecnologica e della transizione digitale – che seguirà tutta l’attività, individuando un elenco di fornitori qualificati. L’adozione di applicativi cloud web-based, come la suite applicativa hyperSIC di Apkappa, comporta l’accesso ad una premialità, ossia una maggiore quota di finanziamento.
    • Risorse disponibili: 500 milioni di euro
  • Esperienza dei Servizi pubblici (miglioramento dell’usabilità dei siti web): per superare il digital divide esistente fra PA e cittadini adottando modelli collaudati e riutilizzabili per la creazione di siti internet in grado di fornire servizi digitali qualitativamente superiori e garantire un’esperienza d’uso facile e intuitiva.
    • Risorse disponibili: 613 milioni di euro
  • Adozione di PagoPA e AppIO: al fine di accelerare l'adozione di PagoPA e dell’App IO, gli obiettivi dell’investimento prevedono un incremento di almeno il 20% dei servizi forniti dagli Enti su entrambe le piattaforme; questo vale sia per i Comuni già presenti nel sistema che per coloro che vi aderiranno. Affidarsi ad un partner tecnologico PagoPa come Apkappa è il metodo più efficace per ottenere il fondo.
    • Risorse disponibili: 290 milioni di euro
  • Adozione dell’Identità digitale e ANPR: gli obiettivi di queste misure sono volti ad unificare i punti di accesso per cittadini e PA. Il Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID) e la Carta d’Identità Elettronica (CIE) possono offrire un accesso sicuro a tutti i servizi online proposti dalla PA; il Servizio di Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR) permette agli enti locali di dialogare fra loro, superando la frammentazione determinata dall’adozione di sistemi esclusivi da parte di ogni Comune.
    • Risorse disponibili: 100 milioni di euro
  • Digitalizzazione degli Avvisi Pubblici: sviluppo e implementazione della Piattaforma notifiche digitali degli atti pubblici per notificare gli atti amministrativi con valore legale verso persone fisiche o giuridiche, permettendo ai Comuni di abbattere totalmente le spese legate a stampa e spedizione degli atti.
    • Risorse disponibili: 245 milioni di euro

Determinati questi fronti, resta aperta la domanda cruciale: cosa devono fare i Comuni per accedere ai fondi del PNRR?
 

Modalità di accesso standard al PNRR


Le misure del PNRR per i Comuni individuate sopra sono considerate Soluzioni Standard, questo significa che per accedervi non sarà necessario scrivere o presentare alcun progetto. Tuttavia, la strada non sarà lineare e i tempi e le modalità di partecipazione non sono ancora del tutto definite.

Quindi cosa si può fare? Non farsi trovare impreparati e affidarsi ad un fornitore competente e già impegnato sul tema. Da oltre 30 anni, APKAPPA progetta sistemi per la digitalizzazione della PA ed è sempre al passo con i tempi; il team propone webinar per la formazione dei dipendenti ed è già a disposizione per aiutarti nella trasformazione digitale del Comune.

Il primo appuntamento con il Webinar sul tema PNRR Comuni è previsto per il prossimo 25 marzo 2022 alle 11:00. Qui è possibile iscriversi.

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